Progettazione di impianti di protezione catodica

CISAC progetta impianti di protezione catodica per reti di distribuzione del gas, condotte, acquedotti e serbatoi interrati. Il progetto parte dai dati della struttura e dalle misure preliminari in campo, sceglie fra sistema a corrente impressa e ad anodi galvanici, dimensiona l’impianto e verifica le possibili interferenze con le strutture vicine, fino agli elaborati per la realizzazione e il collaudo.

Cosa comprende il progetto

  • Raccolta dei dati della struttura: tracciato, materiale, diametri, tipo e stato del rivestimento, giunti isolanti e collegamenti con altre strutture.
  • Misure preliminari in campo: resistività del terreno, potenziali naturali della struttura, continuità elettrica, presenza di strutture metalliche estranee e di possibili fonti di correnti vaganti.
  • Scelta del sistema: corrente impressa o anodi galvanici, in base all’estensione della struttura, allo stato del rivestimento, alla corrente richiesta e alla disponibilità di alimentazione elettrica.
  • Dimensionamento: corrente di protezione necessaria, numero e posizione di alimentatori, dispersori o anodi, posti di misura e collegamenti.
  • Verifica delle interferenze con strutture vicine e con le correnti vaganti, per non danneggiare impianti di terzi e non subirne gli effetti.

Corrente impressa o anodi galvanici

I sistemi a corrente impressa usano un alimentatore collegato alla rete elettrica e un dispersore anodico: erogano più corrente, regolabile, e sono la scelta tipica per reti estese e condotte di trasporto. Gli anodi galvanici di magnesio, zinco o alluminio funzionano senza alimentazione e si adattano a strutture piccole o ben rivestite, a tratti isolati e ai serbatoi. Spesso su una stessa rete convivono entrambe le soluzioni. Le differenze sono spiegate nella guida anodi galvanici e corrente impressa.

Norme di riferimento

Il riferimento per le condotte è la UNI EN ISO 15589-1, integrata in Italia dalla UNI 11094:2019; per le reti in acciaio di distribuzione del gas valgono anche le Linee Guida APCE. Per le altre strutture interrate si applica la UNI EN 12954, per i serbatoi la UNI EN 13636, per le correnti vaganti la UNI EN 50162. L’elenco completo è nella guida norme di riferimento.

Altri servizi

Per il principio di funzionamento, i sistemi e le norme vedi la guida protezione catodica: cos’è e come funziona.

FAQ

Domande frequenti

Quali dati servono per progettare un impianto di protezione catodica?

Le caratteristiche della struttura (tracciato, materiale, diametri, rivestimento, giunti isolanti) e le misure in campo: resistività del terreno, potenziali naturali, continuità elettrica e presenza di strutture estranee o di correnti vaganti. Da questi dati si ricava la corrente necessaria e si dimensiona l’impianto.

Si può progettare la protezione catodica di una rete già esistente?

Sì. Su una rete esistente il progetto parte dalle misure dello stato attuale: potenziali, continuità, efficienza di eventuali impianti già presenti e condizioni del rivestimento. In base ai risultati si integra o si rifà l’impianto.

Perché nel progetto si verificano le interferenze?

Perché la corrente di protezione circola nel terreno e può interessare altre strutture metalliche vicine, e viceversa le correnti vaganti di ferrovie, tranvie o altri impianti possono corrodere la struttura protetta. La verifica serve a evitare entrambi i problemi.

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